Sono qui, a casa, da due settimane. Almeno, in quella che una volta chiamavo casa, perche' adesso vivo in Inghilterra da cinque anni; in quel luogo che ho continuato a chiamare casa anche quando quella inglese diventava sempre piu' casa mia. Prima, all'inizio, quando l'inglese suonava ancora una lingua pronunciata sadicamente in maniera incomprensibile per gli stranieri, quando dicevo casa pensavo a questa qui, a questa casetta in campagna da qualche parte nel sud d'Italia, a questa bella casetta col giardino, i cani e i fiori di gelsomino che sbocciano a primavera. Questa casa l'ha scelta e fortemente voluta mamma, e io ci ho vissuto per quasi dieci anni, prima di decidere che il medico non lo volevo piu' fare in Italia, lo volevo fare in Inghilterra. Ricordo l'ultima notte passata in questa casa prima di andare a vivere in UK, era la notte tra il 5 il 6 ottobre 2009. Io ero nel mio letto, le luci erano spente e fuori era silenzio, ed io ero tesissimo. Non che fosse la prima volta che mi sentivo teso in quel letto; ero stato teso per tante cose - universita', donne, eventi disastrosi vari. Quella sera pero' era l'ultima del suo genere. Ricordo di aver parlato ad alta voce con mia madre da camera mia a camera sua, ricordo di aver detto che mi sembrava di starla abbandonando. Ricordo anche che lei mi ha gridato di non dire stupidaggini, credo.
E adesso sono qui, cinque anni dopo, in questa casa che non e' piu' la mia casa, dopo aver congelato tutta la mia vita inglese in fretta e furia, lontano da lavoro, fidanzata, amici, e sono qui perche' mia mamma sta morendo.